I prodotti fitosanitari (PPP) o pesticidi sono principalmente composti di sintesi utilizzati per il controllo di un’ampia gamma di agenti nocivi che colpiscono le colture e riducono o inibiscono la produzione dei prodotti agricoli (alimenti, mangimi, ecc.). Tra gli agenti patogeni delle piante rientrano microrganismi (virus, batteri, funghi, parassiti), nonché organismi di dimensioni maggiori, che vanno dagli insetti ai roditori e persino ai mammiferi selvatici.

Nell’attuale contesto di crisi economica, uno dei principali settori economici che registra una crescita dell’occupazione è l’agricoltura. Ciò rende un’informazione scientificamente documentata sull’uso razionale dei prodotti fitosanitari chiaramente necessaria, sia per promuovere la salute della forza lavoro, sia per tutelare la salute dei consumatori dei prodotti finali della produzione vegetale.
RESIDUI DI PRODOTTI FITOSANITARI NEI PRODOTTI DI ORIGINE VEGETALE E ANIMALE (MRL)
Secondo il Codex Alimentarius (1984), un residuo di pesticida negli alimenti è definito come qualsiasi sostanza o miscela di sostanze presente negli alimenti destinati all’uomo o agli animali a seguito dell’applicazione di prodotti fitosanitari, e comprende derivati specifici quali prodotti di degradazione o di scissione di pesticidi chimici, metaboliti e prodotti di reazione, cioè sostanze di elevata rilevanza tossicologica. La presenza di residui nei prodotti agricoli è quindi conseguenza dell’uso di prodotti fitosanitari, sia nelle diverse fasi della coltivazione sia durante la conservazione.
Dalla produzione fino alla gestione dei prodotti fitosanitari, si possono distinguere quattro fasi:
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La prima riguarda il processo di produzione e lo stoccaggio negli stabilimenti di fabbricazione.
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La seconda riguarda la distribuzione e la conservazione di tali formulazioni nei cosiddetti punti vendita, che sono in sostanza le “imprese di forniture agronomiche”.
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La terza riguarda lo stoccaggio, la preparazione e le modalità di applicazione da parte degli agricoltori.
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La quarta fase, altrettanto importante, è la gestione dei residui dopo l’uso, nonché lo smaltimento finale degli imballaggi non più utilizzabili.
Gli imballaggi utilizzati per la preparazione delle miscele da irrorazione, qualora contengano prodotto non utilizzato, devono essere conservati in adeguate aree di stoccaggio. Gli imballaggi vuoti devono essere raccolti in appositi punti di raccolta prima del loro smaltimento finale.
In generale, si può affermare che un lavoro sicuro con i prodotti fitosanitari presuppone che:
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Non esiste alcun prodotto fitosanitario assolutamente sicuro, né per l’uomo né per alcun comparto ambientale.
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Devono sempre essere utilizzati in conformità alle istruzioni delle autorità competenti.
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Occorre prestare grande attenzione durante la preparazione delle miscele da impiegare per l’irrorazione.
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È sempre necessario indossare i dispositivi di protezione individuale (DPI) quando si utilizzano prodotti fitosanitari.
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Le condizioni meteorologiche devono essere prese in considerazione durante l’irrorazione.
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Devono essere adottate misure per la protezione del pubblico, sia durante l’irrorazione sia per un certo numero di giorni successivi.
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Le attrezzature di irrorazione, siano esse di piccole o grandi dimensioni, devono essere accuratamente pulite dopo il completamento del trattamento.
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Non si devono consumare alimenti o bevande durante l’irrorazione.
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È necessario effettuare un accurato lavaggio personale dopo l’irrorazione e pulire anche i DPI, in modo che siano sicuri per un uso successivo.
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Occorre garantire una gestione sicura dei residui e degli imballaggi vuoti dei prodotti fitosanitari.
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La raccolta dei prodotti agricoli deve avvenire sempre solo dopo un determinato numero di giorni dal trattamento e sempre in conformità alle indicazioni dei produttori e degli agronomi.
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Seguendo queste semplici indicazioni, il rischio legato ai prodotti fitosanitari risulterà sempre ridotto sia per chi li utilizza sia per i consumatori, così come per l’ambiente in generale.

Dal momento dell’applicazione, la sostanza attiva del prodotto inizia a degradarsi sotto l’influenza di fattori ambientali (luce, umidità e temperatura), ma soprattutto per azione degli enzimi presenti nelle cellule vegetali o animali. I residui provenienti dalle piante passano agli animali, all’uomo o all’ambiente (suolo e soprattutto acqua). Una parte di quelli presenti nel suolo viene assorbita dalle piante, un’altra parte è degradata chimicamente o biologicamente o adsorbita sui colloidi del suolo, mentre la restante parte viene dilavata con le acque di drenaggio e può contaminare ruscelli, fiumi, laghi, acque costiere o le falde acquifere.
La concentrazione dei residui di prodotti fitosanitari negli alimenti dipende dai seguenti fattori:
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La concentrazione iniziale del prodotto (dose)
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La frequenza di applicazione
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La sua stabilità
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La sua volatilità
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La sua capacità di penetrazione o di azione sistemica
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La sua solubilità in acqua o nei grassi
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La velocità di crescita della pianta (“diluizione biologica”)
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Le condizioni climatiche
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Il momento dell’ultimo intervento considerato sicuro (intervallo di sicurezza prima della raccolta).
BANCA DATI UE SUI PESTICIDI
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La banca dati sui pesticidi dell’UE consente agli utenti di cercare informazioni sulle sostanze attive utilizzate nei prodotti fitosanitari, sui livelli massimi di residui (LMR) nei prodotti alimentari e sulle autorizzazioni d’emergenza per prodotti fitosanitari negli Stati membri. Gli utenti possono utilizzare le seguenti opzioni di ricerca per trovare le informazioni desiderate:
La banca dati contiene informazioni sulle sostanze attive (comprese le sostanze a basso rischio e i candidati alla sostituzione) e sulle sostanze di base, sia approvate che non approvate nell’UE. Sono inoltre elencati alcuni safener e sinergizzanti, che però non sono ancora stati valutati a livello dell’UE.
È possibile consultare gli aggiornamenti più recenti relativi alle sostanze attive.
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Prodotti alimentari
Gli utenti possono cercare una specifica derrata alimentare (ad esempio le arance) e ottenere i livelli massimi di residui (LMR) applicabili a tutti i residui di pesticidi relativi a tale prodotto. -
Residui di pesticidi e LMR applicabili a tali residui negli alimenti.
Le tracce di pesticidi presenti nei prodotti trasformati sono definite “residui”. Il livello massimo di residui (LMR – Maximum Residue Limit) è il livello più elevato di residuo di un pesticida legalmente tollerato negli alimenti o nei mangimi quando i pesticidi sono applicati correttamente (Buona Pratica Agricola). Gli utenti possono selezionare uno specifico residuo di pesticida in determinati alimenti e trovare i LMR vigenti o storici che si applicano legalmente. Gli utenti possono anche scaricare i dati relativi ai LMR.
- I livelli di residui riscontrati negli alimenti devono essere sicuri per i consumatori e dovrebbero essere i più bassi ragionevolmente raggiungibili.
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La Commissione europea stabilisce i LMR per tutti gli alimenti e i mangimi.
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I LMR per tutte le colture e per tutti i pesticidi sono disponibili nella EU Pesticides Database.
La banca dati include le autorizzazioni d’emergenza concesse dagli Stati membri a partire da giugno 2016, in conformità all’articolo 53 del regolamento (CE) n. 1107/2009. Gli utenti possono effettuare ricerche utilizzando vari parametri per individuare le autorizzazioni d’emergenza pertinenti.
La banca dati UE sui pesticidi fornisce dettagli sulle autorizzazioni concesse dagli Stati membri così come registrate nel Sistema di gestione delle domande per i prodotti fitosanitari (PPPAMS). Gli Stati membri sono pienamente responsabili del rilascio delle autorizzazioni d’emergenza. Le informazioni fornite sono di esclusiva responsabilità del singolo Stato membro; pertanto, qualsiasi quesito relativo a specifiche autorizzazioni deve essere rivolto direttamente all’autorità competente dello Stato membro interessato.
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Cosa accade se il LMR richiesto non è considerato sicuro?
Viene fissato al più basso limite analitico di determinazione (LOD). Questo valore vale anche per le colture nelle quali il pesticida non è stato utilizzato o quando il suo impiego non ha comportato residui rilevabili.
Il limite inferiore predefinito (LOD) previsto dalla normativa dell’UE è pari a 0,01 mg/kg.
Le 4 principali categorie di sostanze in relazione ai LMR
1. Sostanze attive approvate (PPP-approved)
Presentano:- usi autorizzati
- LMR stabiliti per coltura/prodotto
I LMR si basano su:- Buona Pratica Agricola (GAP)
- prove di residuo
- ADI / ARfD
2. Non approvate ma con un LMR
Situazione molto frequente e spesso fonte di confusione.
Esempi: DDT, Aldrin / Dieldrin, Vinclozolin, Parathion, Endosulfan
Ciò vale perché:- i LMR vengono utilizzati:
- per il controllo dei prodotti importati
- per l’individuazione di usi illegali
- sono di norma:
- basati sul LOQ (ad es. 0,01 mg/kg)
LMR ≠ autorizzazione all’uso
3. Sostanze elencate nell’allegato IV (No MRL required)
In questa categoria rientrano: sostanze di base, prodotti naturali, microrganismi, feromoni
Caratteristiche:- non è richiesto un LMR
- non perché “non lasciano residui”, ma perché:
- non sussiste una preoccupazione tossicologica
- oppure i residui non sono considerati rilevanti
Esempi:- microrganismi (Trichoderma, Bacillus, ecc.)
- feromoni
- acido acetico
- saccarosio
- oli vegetali (in casi specifici)
4. Sostanze al di fuori del campo di applicazione dei LMR- Esempi: nutrienti (N, P, K), nitrati, calcio, ferro, CO₂, ossigeno, urea (quando utilizzata come fertilizzante)
- Regolate nell’ambito di: sicurezza alimentare, inquinamento ambientale, nutrizione
Normativa sui residui di prodotti fitosanitari negli alimenti
a cura del Ministero dello Sviluppo Rurale e dell’Alimentazione
- LMR dell’UE sulla base del regolamento (CE) n. 396/2005 (EU Pesticides Database)
- Regolamento (CE) n. 299/2008 che modifica il regolamento (CE) n. 396/2005 sui tenori massimi di residui di pesticidi in o su alimenti e mangimi di origine vegetale e animale, per quanto riguarda i poteri di esecuzione conferiti alla Commissione
- Regolamento (CE) n. 396/2005 e successive modifiche
- Clorato
- Linee guida
- LMR dell’UE sulla base del regolamento (CE) n. 396/2005 (EU Pesticides Database)
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